Trasformazione in post-it completata con successo

20 maggio 2014 / 0 Comments /

Dopo il primo giorno passato a studiarci era inevitabile che nella seconda giornata di workshop diventassimo dei bellissimi post-it colorati incollati ad un cartellone. Come in un gioco di ruolo con le carte, il gruppo di lavoro di #UfficioManifesto si è messo a lavorare sui nostri spostamenti e sulle nostre attività durante la giornata lavorativa. Siamo stati anche intervistati singolarmente. Alla domanda ‘cosa ti porteresti da casa in ufficio’ , le pantofole vincono sulle playstation tra le risposte. Tra le testimonianze esterne, abbiamo ‘ospitato’ in collegamento via Skype Antonino Borgese di Great Place to Work. Dall’alto della sua esperienza nell’aiutare le aziende a migliorare l’ambiente organizzativo, Borgese ha parlato dei tre punti chiave che uno spazio collaborativo deve avere: equità, rispetto e fiducia. Il nocciolo, infatti, non è soltanto nell’ufficio inteso solo come spazio fisico ma piuttosto nella qualità delle relazioni di chi lo abita. Un accenno anche sulla sala riunioni del futuro: saranno più spesso le cucine o i bistrot i nuovi luoghi per gli incontri di lavoro.  Come direbbero i bambini mentre si scambiano le figurine: celo celo, manca. Il Bistrot Monforte è infatti  aperto dal 2011 🙂
Nel pomeriggio spazio anche agli interventi di Valentina Auricchio, condirettore della rivista Ottagono, Lorenzo Palmeri. A fine giornata ci hanno raggiunti Fabrizio Pierandrei e Stefano Anfossi, architetti e office designer che hanno illustrato l’evoluzione dell’ufficio moderno e il suo dinamismo.

Lo spazio collaborativo è in continuo divenire perché non puoi mai essere completato in modo definitivo. Più che di sensazione di home feeling, bisogna parlare di ‘cozy feeling’, dove tutti possano sentirsi a proprio agio. Il concetto di isolamento, infatti, è solo acustico e non visivo, perché la caratteristica principale di un open space ‘collaborativo’ è proprio questa: avere tutti e tutto sotto controllo.

Come non essere d’amore e d’accordo?

 


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